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Fiscalità internazionale
Cos’è la fiscalità internazionale
La fiscalità internazionale è l’insieme di norme, accordi e procedure che regolano la cooperazione tra le amministrazioni fiscali di diversi Paesi, per contrastare evasione, elusione fiscale e garantire una corretta tassazione dei redditi globali.
Questa cooperazione si basa su:
- Normative internazionali (OCSE, G20, ONU);
- Direttive UE (DAC1, DAC2, DAC3, DAC4);
- Accordi bilaterali e multilaterali, come il FATCA con gli Stati Uniti.
Perché è fondamentale la cooperazione fiscale internazionale
In un’economia globalizzata, caratterizzata da:
- Mobilità di capitali e contribuenti;
- Commercio elettronico;
- Delocalizzazione e finanza internazionale.
è necessario uno scambio efficiente di informazioni per garantire l’equità fiscale e combattere pratiche come l’erosione della base imponibile (BEPS).
La nostra attività nel contesto della fiscalità internazionale.
In collaborazione con l’Agenzia delle Entrate, supportiamo la gestione tecnica e informatica dei flussi di scambio informativo tra Stati, contribuendo a:
- Gestione dei tracciati XML;
- Scambio sicuro tramite reti CCN/CSI (Common Communication Network/Common System Interface) e piattaforme OCSE;
- Elaborazione, validazione e archiviazione dati finanziari e fiscali internazionali.
Aree principali di intervento
- AEOI (Automatic Exchange Of Information);
- INDACO (INformazioni DAll'estero per COntribuenti nazionali);
- SISTEMI in ambito IVA europea e scambio di informazioni tra Stati membri dell'Unione Europea;
- Attività di supporto per l'Agenzia delle Entrate.
Come si legge, il tema della fiscalità internazionale è, per sua natura, particolarmente complesso e articolato. Il nostro obiettivo è fornire informazioni complete e trasparenti su un ambito tecnico di grande rilevanza.
Prima area di intervento: AEOI (Automatic Exchange of Information)
Lo scambio automatico di informazioni (AEOI) è uno strumento chiave nella lotta all’evasione fiscale internazionale. L’Italia partecipa agli scambi previsti dalle seguenti Direttive e accordi.
Direttiva 2011/16/UE – DAC1 (Directive Administrative Cooperation - 1)
Scambio annuale tra Stati UE di dati relativi a:
- Redditi da lavoro dipendente;
- Pensioni;
- Proprietà immobiliari;
- Assicurazioni sulla vita;
- Compensi per dirigenti.
Dati trasmessi in formato XML tramite la rete CCN/CSI (Common Communication Network/Common System Interface).
FATCA (Foreign Account Tax Compliance Act)
Dal 2015, l’Italia partecipa al programma FATCA con gli Stati Uniti:
- Gli istituti finanziari italiani identificano clienti statunitensi;
- I dati vengono inviati all’IRS (Internal Revenue Service) tramite il SID (Sistema di Interscambio Dati);
- L'accordo è regolato dall’IGA (InterGovernmental Agreements) Italia –USA.
Direttiva CRS / DAC2 (Common Reporting Standard / Directive Administrative Cooperation 2)
Nato in ambito OCSE e recepito con la Direttiva 2014/107/UE (DAC2), lo standard CRS ha eliminato il segreto bancario internazionale.
- Le istituzioni finanziarie italiane inviano i dati di soggetti stranieri;
- L’Italia riceve dai Paesi partner i dati sui cittadini italiani;
- Scambio effettuato tramite sistema CCN/CSI (Common Communication Network/Common System Interface) in ambito UE e CTS (extra-UE).
Direttiva DAC3 / ETR / BEPS Action 5 (Directive Administrative Cooperation - 3 / Exchange Tax Rulings / Base Erosion and Profit Shifting 5)
I tax ruling costituiscono uno strumento di collaborazione tra le amministrazioni fiscali e i contribuenti e riescono a mitigare le difficoltà che le imprese affrontano con la globalizzazione. In alcuni casi, però, l'utilizzo distorto di tali procedure consente alle multinazionali un trasferimento della propria base imponibile verso gli Stati con regimi fiscali più favorevoli. Per arginare il fenomeno OCSE e UE hanno predisposto:
- Uno schema XML (ETR) per l'invio dei dati;
- Una banca dati predisposta dalla Commissione europea (Secure Central Directory) nella quale confluiscono i dati degli Stati membri.
Direttiva DAC4 / CbCr (Directive Administrative Cooperation - 4 / Country by Country Reporting)
Previsto dalla Direttiva 2016/881/UE (DAC4) e da BEPS Action 13, obbliga le multinazionali con ricavi > 750 mln € a dichiarare annualmente per ciascun Paese:
- Fatturato;
- Utile;
- Tasse pagate;
- Numero dipendenti.
I dati sono inviati tramite XML e scambiati via rete CCN/CSI (Common Communication Network/Common System Interface) in ambito UE o CTS (extra-UE).
Seconda area di intervento: INDACO – Repository nazionale per dati fiscali internazionali
Abbiamo realizzato INDACO (INformazioni DAll'estero per COntribuenti nazionali): un sistema integrato per l’utilizzo nazionale delle informazioni ricevute da AEOI, CRS e FATCA.
Funzionalità principali di INDACO
- Validazione automatica dei dati ricevuti;
- Organizzazione per codice fiscale del contribuente;
- Servizi a supporto del contrasto a evasione ed elusione offshore;
- Promozione della tax compliance nazionale.
Terza area di intervento: IVA e scambio informazioni nell’Unione Europea
VIES (VAT Information Exchange System)
- Attivo dal 1993;
- Consente alle amministrazioni finanziarie UE di verificare le transazioni intracomunitarie B2B;
- Integrazione con il sistema INTRASTAT (gestito dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli) per analisi statistica e controllo IVA.
Il VIES rappresenta il principale strumento comunitario di cooperazione amministrativa nel settore dell'IVA ed è deputato al controllo del rispetto delle normative fiscali in materia IVA da parte degli operatori intracomunitari che prevedono che l'IVA sia versata dall'operatore acquirente e non da chi fornisce merci e/o servizi (inversione contabile - reverse charge).
Il sistema INTRASTAT ha come oggetto lo scambio di merci e servizi tra operatori commerciali in ambito comunitario ed ha una duplice finalità: la rilevazione statistica delle merci/servizi scambiati per consentirne il monitoraggio sia in termini di volume che di natura; la raccolta di informazioni fiscali ai fini IVA per il controllo del rispetto delle norme esistenti e che derivano dall'assenza dei controlli alle frontiere.
VAT Refund – Rimborso IVA intra-UE
- il rimborso dell'IVA pagata da operatori italiani in altri Stati membri che possono presentare la richiesta mediante un servizio WEB integrato nei servizi telematici dell'Agenzia entrate;
- il rimborso dell'IVA pagata in Italia da operatori stabiliti in altri Stati membri che possono presentare la richiesta all'autorità fiscale dello Stato membro di residenza.
MOSS (Mini One Stop Shop)
Gli operatori economici che prestano servizi di telecomunicazione, teleradiodiffusione ed elettronici a consumatori privati europei (B2C) e che hanno aderito al regime semplificato IVA europea, possono compilare la dichiarazione, versare l'IVA ed inviare queste informazioni agli altri Stati membri dell'Unione Europea in cui è dovuta, tramite lo sportello unico Mini One Stop Shop (MOSS). La procedura prevede:
- La gestione centralizzata delle dichiarazioni IVA per servizi digitali B2C attraverso un portale web (MOSS) per ogni Stato membro;
- Che ogni Stato membro inoltri agli altri Stati membri le informazioni contabili utilizzando la rete di comunicazione comunitaria e versa agli Stati membri di Consumo l'IVA corrisposta dal contribuente;
- L' estensione anche alle vendite transfrontaliere di beni;
- Che l’operatore interagisca con un solo Stato membro, semplificando gli adempimenti.
Come ausilio agli Uffici dell'Agenzia delle Entrate abbiamo realizzato un applicativo web, destinato alla consultazione delle registrazioni, alla visualizzazione delle dichiarazioni IVA, al controllo delle stesse dichiarazioni al fine di convalidare eventuali rimborsi o di richiedere integrazioni in caso di versamenti insufficienti.
Quarta area di intervento: Supporto tecnico ai gruppi di lavoro internazionali
Forniamo assistenza tecnica e operativa all’Agenzia delle Entrate nei principali gruppi di lavoro europei e OCSE, tra cui:
- WG ACDT (Work Group on Administrative Cooperation in the field of Direct Taxation) e SG AEOI (Sub-Group - Automatic Exchange Of Information) relativi allo scambio dati in ambito imposte dirette. Tali gruppi di lavoro, coordinati dalla Commissione europea, hanno per obiettivo la definizione ed il monitoraggio delle procedure amministrative e tecniche necessarie a porre in essere gli scambi automatici di informazioni europei (DAC1, DAC2, DAC3 e DAC4);
- SCAC-IT (SCIT) (Sub-Committee Administrative Cooperation- Information Technology) relativi allo scambio dati in ambito IVA;
- Gruppi di lavoro in ambito OCSE in relazione alle attività connesse allo scambio automatico di informazioni e al gruppo di lavoro AEOI (Automatic Exchange Of Information) istituito dal Global Forum sulla trasparenza fiscale.
In sintesi
La cooperazione fiscale internazionale è uno strumento imprescindibile per garantire trasparenza, equità e lotta all’evasione in un’economia sempre più globalizzata. Grazie all’adozione di standard comuni (DAC, FATCA, CRS) e all’uso di piattaforme tecnologiche evolute, l’Italia si posiziona tra i leader europei nella digitalizzazione dei processi di scambio informativo.
Il nostro impegno è contribuire, attraverso soluzioni informatiche solide e scalabili, al corretto funzionamento del sistema fiscale internazionale, offrendo supporto a istituzioni, enti e operatori economici.
Approfondimento sulla Fiscalità internazionale
I governi appartenenti al G20 (forum dei Ministri delle finanze e dei Governatori delle banche centrali composto da 20 paesi tra i più industrializzati al mondo) hanno dato mandato all'OCSE, nel 2013, di proporre una nuova strategia comune per combattere, su base mondiale, l'evasione/elusione fiscale.
Le nuove regole hanno l'obiettivo di contrastare l'erosione della base imponibile (base erosion) e il trasferimento artificiale di utili (profit shifting) arginando le consistenti fuoriuscite di capitali verso quei paesi che offrono una fiscalità privilegiata o, nei casi più estremi, verso i paradisi fiscali.
Sulla base di quest'input è stato avviato dall'OCSE il progetto BEPS che prevede 15 linee di azione (actions) che si basano su tre pilastri fondamentali:
- maggiore coerenza nelle norme nazionali inerenti alle attività ransfrontaliere;
- rafforzamento dei requisiti sostanziali nella legislazione internazionale congiuntamente ad una maggiore trasparenza;
- adozione di misure dirette a rafforzare il rapporto fiduciario con le imprese che non adottano schemi di pianificazione fiscale aggressivi.