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Pagelle fiscali, 1 milione di partite Iva sotto i 15mila euro di reddito l’anno


Fonte: Il Sole 24 Ore edizione dell'8 febbraio 2024

Autori: Marco Mobili, Giovanni Parente.

Partite Iva. L'ad di Sogei, Cristiano Cannarsa, in commissione Vigilanza anagrafe tributaria: il 37% di autonomi denuncia somme esigue e un terzo risulta avere redditi addirittura negativi.

Un milione di partite Iva sono sotto i 15mila euro di reddito. Almeno è quello che dichiarano al Fisco. Le pagelle fiscali, infatti, restituiscono un’immagine di un’Italia bifronte tra la realtà dichiarata all’amministrazione finanziaria e quella percepita.

È quasi il 37% della platea di autonomi, ditte, professionisti e piccole società a stare sotto una soglia di sopravvivenza o quasi: 1.250 euro (lordi) al mese. E come se non bastasse quasi un terzo (330mila) ha addirittura redditi negativi. A fornire queste cifre è stato Cristiano Cannarsa, amministratore delegato di Sogei (il partner tecnologico delle Entrate), in audizione alla commissione bicamerale di vigilanza sull’Anagrafe tributaria.

Cifre che fanno riflettere i parlamentari e non solo. E dietro cui va letta l’intenzione del viceministro all’Economia Maurizio Leo di procedere spedito sul concordato preventivo con le partite Iva.  Concordato su cui Sogei, che è un vero e proprio provider di servizi e di dati per il Fisco e per tutta la pubblica amministrazione italiana, rivestirà un ruolo da protagonista, perché dovrà creare il software che fornirà al contribuente da parte delle Entrate la proposta di reddito bloccato per due anni.

Un lavoro che i tecnici di Sogei stanno portando avanti nel rispetto delle indicazioni arrivate dalle commissioni parlamentari e dal viceministro Leo. L’ingresso anche per chi non ha conseguito un voto pari a 8 (che assicura un livello di affidabilità fiscale in grado di garantire vantaggi su rimborsi e semplificazioni), spiega l’ad, «chiama a un adeguamento graduale del risultato, proprio per rendere sostenibile la proposta e l’obiettivo di migliorare la compliance complessiva dei contribuenti».

Cannarsa illustra così al Sole 24 Ore quali sono i numeri di partenza: «Sotto il 6 ci sono circa 650mila soggetti, tra il 6 e l’8 altri 650mila, tra l’8 e il 10 ci sono 894mila contribuenti. Se guardiamo ai redditi medi, invece, sotto il 3 in pagella l’importo dichiarato è di 28.500 euro, tra 6 e 8 si dichiarano 48mila euro mentre chi ha il massimo con il voto 10 in pagella denuncia 88mila euro».

Già queste cifre fanno capire come il passaggio immediato a un voto elevato in pagella in ottica concordato preventivo potrebbe risultare un ostacolo insormontabile o quasi. «Abbiamo fatto qualche simulazione - sottolinea Cannarsa - per capire come gestire la gradualità nel passaggio: da un voto inferiore a 3 al 10 l’incremento di reddito dovrebbe essere di 25mila euro. In un anno potrebbe risultare tanto, ma spalmato sul biennio del concordato vorrebbe dire 12.500 euro all’anno e dunque accessibile. Del resto, bisogna considerare che il 10 in pagella non è una situazione puntuale ma una fascia di riferimento». Ma è uno snodo cruciale per portare più in alto gli importi dichiarati e quindi le imposte versate.  Anche perché la composizione della schiera di partite Iva nelle pagelle fiscali sotto i 15mila euro è piuttosto trasversale: «Ci sono - spiega l’ad di Sogei - studi legali e notarili, di architettura, ingegneria e altre attività tecniche, attività professionale di consulenza, attività professionali sanitarie, commercio al dettaglio, commercio ambulante e intermediari del commercio». Mentre «quelli con valori più negativi sono tutti quelli che hanno attività di fabbricazione o di produzione, come carta, articoli in gomma, macchine, mezzi di trasporto, prodotti chimici». E i valori altamente negativi si spiegano con «componenti di costo elevate», che però determinano perdite ripetute su più anni. 

Ma le sfide per Sogei, che potrebbe diventare una sorta di Agenzia del dato, non finiscono qui. In rampa di lancio, con il rilascio programmato per la prossima settimana, c’è il software per il tax control framework, che servirà alla gestione del rischio fiscale per la cooperative compliance: il sistema di tutoraggio del Fisco per le grandi aziende.

E poi c’è la partita dell’intelligenza artificiale e dell’interoperabilità delle banche dati nel contrasto all’evasione, il tutto partendo da un assunto: «Ogni attività di agenzia delle Entrate che viene implementata da Sogei, è soggetta al vaglio preventivo e successivo del Garante della Privacy». L’addestramento dell’intelligenza artificiale passa dall’utilizzo di “data base” molto ampie per identificare i fenomeni di frodi ed evasione e andarli poi ad approfondire.

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