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Cannarsa: «Le 190 banche dati del Fisco blindate da Sogei»
Fonte: Il Sole 24 Ore edizione del 21 marzo 2024
Autori: Marco Mobili, Giovanni Parente.
In audizione. «Anagrafe Tributaria centrale per il funzionamento del Paese» Tre livelli di sicurezza: «Identificazione, autenticazione e autorizzazione»
Un presidio di sicurezza per le 190 banche dati a disposizione del Fisco. Ma non solo. Tutte le informazioni gestite sono ormai «la linfa vitale per il pieno funzionamento del Paese».
A ribadire il ruolo strategico che oggi ha assunto Sogei è il suo amministratore delegato, Cristiano Cannarsa, audito ieri con il presidente, Paolo Savini, dalla commissione bicamerale di vigilanza dell’Anagrafe tributaria nella prima seduta dell’indagine conoscitiva voluta dal presidente della bicamerale, Maurizio Casasco, sulla sicurezza dei dati dopo i casi di dossieraggio emersi con l’inchiesta di Perugia. Il braccio tecnologico del Fisco italiano oggi gestisce «in piena sicurezza», sottolinea Cannarsa, circa 200 banche dati a cui si aggiunge un gran numero di cosiddetti “applicativi“ che vengono utilizzati abitualmente dalla dorsale informatica dell’agenzia delle Entrate e della Gdf per le analisi di rischio con la finalità di contrastare l’evasione fiscale e le frodi.
«I data discovery, così come li chiamiamo qui in Sogei - spiega Cannarsa consentono di analizzare nel dettaglio, come nel caso di Serpico, tutti i dati del singolo contribuente consentendo di averne una vista unica che permetta di effettuare analisi approfondite». Ma ce ne sono anche altri di data discovery molto più «sofisticati e penetranti utilizzati dalle Entrate e dalla Guardia di Finanza per individuare eventuali illeciti. Tuttavia l’accesso alle informazioni avviene esclusivamente sulla base di apposite convenzioni tra l’agenzia delle Entrate e i soggetti autorizzati ad analizzare i dati come la Dia, la Gdf e altri in cui sono fissate le regole di ingaggio».
L’accesso ai dati è dunque blindato da almeno tre livelli: «Identificazione, autenticazione e autorizzazione» come spiega Cannarsa ai senatori e deputati della bicamerale di vigilanza, «nessuno entra indossando un cappuccio». Chiunque ha accesso ai dati oltre a essere autorizzato è obbligato a muoversi all’interno di un preciso perimetro sui dati da consultare o estrarre. Ad esempio, un funzionario dell’ufficio del registro potrà accedere alle banche dati che trattano solo dati sul patrimonio immobiliare, così come un dipendente di un Ufficio territoriale delle Entrate potrà visualizzare esclusivamente le informazioni relative ai contribuenti che per domicilio fiscale ricadono sotto la competenza di quello stesso Ufficio».
Tuttavia, Sogei non si occupa esclusivamente di contrastare le evasioni e le frodi. Ormai garantisce un tale flusso di dati dinamici in continuo aggiornamento che è propedeutico al funzionamento del Paese. Come stimolo, Cannarsa ha invitato deputati e senatori a immaginare gli effetti di un eventuale spegnimento delle macchine di Sogei: «I doganieri non sdoganerebbero le merci alla frontiera, i medici non potrebbero più emettere le ricette telematiche e le farmacie non potrebbero più riceverle, aziende e professionisti non potrebbero più emettere le fatture elettroniche così come i comuni non potrebbero più rilasciare i certificati anagrafici. La stessa magistratura non avrebbe un importante strumento a supporto nella sua attività di indagine».
Sogei ha dedicato a quest’ultima funzione un canale privilegiato e tutelato a cui sono arrivate solo nell’ultimo anno quasi 5mila richieste di estrazione di dati giunte dalle procure e veicolate prevalentemente attraverso la Guardia di Finanza e le altre forze di polizia». E a chi in Commissione gli chiede di introdurre un filtro preliminare in caso di accessi ripetuti da parte di uno stesso soggetto (il caso dossier di Perugia), Cannarsa risponde che «Sogei è un elemento fondamentale anche a supporto della magistratura per consentire l’estrazione dei dati in modo regolamentato e consolidato».