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Un registro è utile per l’obbligo vaccinale. - Ancora una cosa che l’Italia fa meglio nell’epidemia di Coronavirus


di: Udo Gumpel - corrispondente di NTV.de a Roma

Fonte: www.n-tv.de (Traduzione in lingua italiana dalla lingua tedesca)

In Italia c’è fin da Maggio 2021 un obbligo vaccinale per il personale medico e sanitario, a partire dal 1° Febbraio esso sarà esteso a tutti gli ultracinquantenni. Ciò è fattibile perché il Paese ha istituito fin dall’inizio della pandemia un registro delle vaccinazioni.

Osservata dall’esterno, a volte la Germania è un Paese strano. Nella pandemia, la Repubblica Federale si distingue soprattutto come campione mondiale dell’autodistruzione. Ecco l’esempio più recente: la controversia circa un registro vaccinale nazionale che, notoriamente, finora non esiste. Ma senza un registro delle vaccinazioni è impossibile controllare efficacemente l’obbligo vaccinale pianificato dal governo federale.

Ancora una volta l’Italia si è mossa meglio. Qui esiste da tempo un registro nazionale delle vaccinazioni, fin dall’avvio della campagna vaccinale all’inizio del 2021. E funziona perfettamente.

Gli italiani non sono meno attenti dei tedeschi alla protezione dei dati personali, soprattutto quando si tratta di questioni finanziarie. Infatti, in passato, la tutela dei dati personali è stata spesso invocata per evitare eventuali tasse o, per essere più precisi, per evaderle. Per decenni l’Italia è stata, rispetto all’UE, il Paese con il record dell’evasione fiscale.

Le cose sono cambiate da tempo. Quando il governo di Roma si è posto il problema di come istituire un registro vaccinale, è apparso subito chiaro che poteva occuparsene solo l’Agenzia Statale SOGEI, che ha già organizzato con successo la lotta all’evasione fiscale. Per la maggior parte degli italiani questa azienda, che appartiene al Ministero dell’Economia e delle Finanze, è del tutto sconosciuta; eppure essa è un elemento centrale dell’Italia moderna. Dal 17 Giugno 2021, i dati relativi alle vaccinazioni, ai contagi, alle guarigioni ed ai test vengono raccolti in forma centralizzata dalla SOGEI.

"Green Pass" con il codice fiscale

La sede principale della SOGEI si trova alla periferia di Roma, dietro alte mura. L’edificio ospita un gigantesco centro di elaborazione informatica con diversi piani interrati. Lì sono custoditi i dati fiscali di tutti i cittadini e le cittadine d’Italia. Dall’introduzione della dichiarazione dei redditi elettronica, alcuni anni fa, le entrate dell’erario italiano sono notevolmente aumentate. Sono stati immediatamente tolti dalla circolazione ben 20 miliardi di Euro di fatture false, e sono stati incassati 6 miliardi di Euro di tasse in più all’anno.

Ora la SOGEI amministra anche i documenti relativi alla pandemia di coronavirus e il software di controllo. La quantità di dati è impressionante. Finora sono stati emessi 190 milioni di certificati COVID-19, in Italia chiamati anche “green pass”, di cui 103 milioni in seguito alle vaccinazioni e 87 milioni in base al risultato di un test o alla guarigione.

Le cose funzionano in questo modo: la vaccinazione - o la guarigione dimostrata - viene inserita dal personale medico autorizzato in un modulo elettronico protetto, collegato al registro vaccinale regionale. Da lì viene trasmessa al registro nazionale e infine alla piattaforma nazionale PNFGC presso la SOGEI. Entro massimo 24 ore i vaccinati o i guariti ottengono un link al portale nazionale della salute, sul quale devono identificarsi con il codice fiscale ed il numero della tessera sanitaria nazionale. Entrambi i numeri vengono assegnati una sola volta alla nascita o al momento della registrazione, e quindi identificano in modo univoco una persona.

I non vaccinati devono restare fuori

Il sistema italiano si è collegato fin dall’inizio al sistema europeo del “Digital Covid Certificate”. Gli utenti italiani possono quindi ottenere il certificato in tre lingue europee, scaricandolo sul proprio cellulare oppure stampandolo in pdf. Per evitare abusi, tutte le persone devono accedere al portale tramite un’identità elettronica oppure con la nuova carta d’identità elettronica CIE. Del resto in Italia anche le multe spesso non vengono più inviate per raccomandata, ma arrivano direttamente nella casella di posta elettronica dell’identità digitale.

Le persone che non possiedono un cellulare, né un indirizzo di posta elettronica, possono far inviare il “green pass” ad assistenti identificati, che poi stampano il certificato. Chi non possiede nessun pass vaccinale con codice QR rientra tra i non vaccinati, che in Italia si trovano praticamente in una situazione di lockdown permanente.

I non vaccinati, che fino alla fine del 2021 potevano ancora frequentare negozi, strutture per il tempo libero o centri commerciali con un tampone negativo, ora dovranno restare fuori. A partire dal 1° Febbraio non potranno più neppure sedere nei ristoranti all’aperto o andare dal parrucchiere. Potranno andare soltanto a fare la spesa, in farmacia o dal medico. Il tutto rigorosamente con una mascherina FFP2. Chi desidera accedere a un ufficio postale o un ufficio, dovrà esibire un test rapido o molecolare. Ciò fornirà un “mini green pass” valido per uno o due giorni al massimo.

Senza un registro delle vaccinazioni, non è possibile un vero obbligo vaccinale

Naturalmente anche la segnalazione di un tampone positivo arriva direttamente sui computer della SOGEI, che ovviamente gestisce anche l’app italiana di tracciamento del COVID, “Immuni”. Dopo un tampone positivo, la validità del “green pass” decade fino a quando un nuovo risultato negativo ristabilisce lo status di vaccinato. In questo sistema una frode relativa allo stato vaccinale è possibile, ma molto più difficile di quanto accada nella Germania analogica. La maggior parte dei frodatori è costituita da membri del personale medico, che in cambio di qualche centinaia di Euro effettuano ai no-vax una falsa vaccinazione per poi inserire nel sistema i veri dati del lotto e gettare la dose di vaccino. Alcuni di loro sono già stati scoperti tramite un software di controllo della SOGEI, che verifica le singole segnalazioni di medici e centri vaccinali.

Il Ministro tedesco della Giustizia, Marco Buschmann, la scorsa settimana ha dichiarato a ntv che l’obbligo vaccinale sarebbe possibile anche senza un registro vaccinale. Ma il paragone da lui esposto ha dimostrato che in questo modo è ben difficile un controllo reale. “Ad esempio, noi procediamo già con il 3G nel trasporto pubblico locale”, ha detto Buschmann. “Lì non c’è nessun registro nel quale tutti debbano iscriversi prima di prendere l’autobus”.

In Italia, l’obbligo vaccinale per il personale medico ospedaliero esiste fin da Maggio 2021, nello scorso autunno è stato esteso agli impiegati degli istituti di cura, al personale scolastico e universitario. Dal 1° Febbraio dovranno farsi vaccinare tutti gli italiani con più di 50 anni.

Naturalmente il relativo controllo spetterà alla SOGEI: basterà premere un pulsante per ottenere l’elenco di tutti coloro che rifiutano la vaccinazione. La multa per il rifiuto senza una motivazione medica va dai 100 ai 1500 Euro. Il denaro sarà riscosso direttamente dalla polizia oppure trattenuto tramite la dichiarazione dei redditi. A questo non può sfuggire nessuno.

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