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Viaggio nel cloud nazionale: ecco dove sono tutti i nostri dati
La gran parte dei nostri dati è custodita sulla Laurentina, quadrante sud di Roma. Nel mega data-center di Sogei, la società informatica controllata dal ministero dell’Economia. Pochi la conoscono, eppure è il cervellone d’Italia. Ha un’importanza strategica per il Paese, va tutelata come sito di rilevanza nazionale e protetto dagli attacchi informatici. Da qui passano tutti i dati dei contribuenti. Dalla fatturazione elettronica alle dichiarazioni precompilate dei redditi. Nei giorni di emergenza, con la pandemia a mietere vittime, è grazie a Sogei che è stata realizzata in tempi strettissimi l’App IMMUNI e in otto giorni la piattaforma per i contributi a fondo perduto dell’Agenzia delle entrate. A conti fatti Sogei conduce il Sistema Informativo della Fiscalità (SIF) per il Dipartimento Finanze di Fabrizia Lapecorella.
Nel 2013 ha incorporato anche il ramo IT di Consip, gestisce la conduzione, l’evoluzione e la sicurezza dei servizi infrastrutturali della Corte dei conti e collabora con la Guardia di Finanza sviluppando soluzioni a supporto delle attività investigative del Corpo. Non solo. Sogei si occupa anche dell’anagrafe della popolazione residente (ANPR) che ha come committente il Ministero dell Interno e ha realizzato anche il Portale pubblico delle vendite giudiziarie per il Ministero di Giustizia. Ma potrebbe sembrare riduttivo. Sogei ha realizzato anche il Sistema Tessera Sanitaria e il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) che contabilizza ed archivia le spese sanitarie di ciascuno e le visite specialistiche da banco, nonché le spese delle Asl per la gestione diretta della salute delle regioni. Infine il sistema doganale e le piattaforme di gioco per l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, l’intelligence e il controllo relativi alle merci che arrivano in dogana che consentono di tracciare le origini e il transito dei container.
Sogei non è il titolare di questi dati ma è responsabile del loro trattamento.
Con l’ultima Legge di Bilancio, collegato alla legge fiscale, Sogei può erogare i propri servizi anche ad altri nuovi clienti, ad esempio alla presidenza del Consiglio dei Ministri, al Consiglio di Stato, all’Avvocatura dello Stato, col Ministero dell’Ambiente e dell’Istruzione attraverso la stipula di una nuova Convenzione. Potremmo definirla, quindi, la piattaforma digitale dell’amministrazione pubblica, Polo Strategico Nazionale. A conti fatti Sogei, quale asset strategico dell’innovazione tecnologica, potrebbe accelerare la trasformazione digitale del Paese in un rapporto di coordinamento sempre crescente con il Ministero dell’Innovazione guidato da Paola Pisano.
Ha un estremo bisogno di incrementare le proprie competenze qualificate. Al momento conta 2200 dipendenti ma ha messo in cantiere un aumento del fabbisogno funzionale.Dovrebbe assumere 220 persone tra esperti di sviluppatori software, sistemisti della filiera ICT, ma i profili adatti sono pochi. Al bando per 80 neolaureati in materie Stem hanno risposto solo in 40 anche perché i redditi sono quelli del pubblico impiego e i candidati migliori sono attratti dalle aziende che garantiscono stipendi più alti. A Sogei si applica la seconda fascia pubblica. Se uscisse dal perimetro della PA certificato dall’Istat avrebbe minori vincoli.
In Sogei girano ora 200 banche dati diverse. Su un’infrastruttura Data Center iper-convergente con l’ambizione di diventare un cloud nazionale. Nell’ultimo decreto Semplificazioni si parla apertamente di un costituendo polo nazionale dei dati. Sogei avrebbe tutte le carte in regola per diventarlo perché tutti i dati degli italiani sono già in suo possesso, magari con la collaborazione di aziende tricolori.Eppure si fa strada l’ipotesi di appaltare i servizi cloud della pubblica amministrazione a giganti come Google, Amazon e Microsoft che non a caso stanno aprendo degli hub nel nostro Paese attratti da una commessa che può valere fino a 6 miliardi.
Oggi l’Europa è indietro rispetto ad Usa e Cina per difendere la sovranità dei propri dati. Peccato che siano fonte inesauribile di ricchezza. Basta vedere il loro business che si basa sulla valorizzazione dell’informazione. Sarebbe necessario difenderli. Germania e Francia stanno realizzando il consorzio Gaia-X (su cui l’Italia sembra tiepida) per uscire dal monopolio americano recuperando la sovranità digitale tra le priorità della presidenza Von der Leyen. Sogei sulla sicurezza informatica ha attivato una collaborazione con il dipartimento SOC di Leonardo oltre a quello che ha internamente.
Se dovesse gestire i dati della presidenza del Consiglio lo riteniamo il minimo sindacale per proteggerla dalle incursioni esterne.